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Intervista a Domenico Cavorsi PDF Stampa E-mail
Scritto da Antonio Lo Vecchio   
Martedì 24 Gennaio 2012 11:26

Parla l'attaccante dei Giovanissimi

 

Come sta andando questo campionato per il Sant’Onofrio?

Dal punto di vista di squadra siamo cresciuti dopo la preparazione invernale;ho visto più unione a differenza del girone di andata;ci stavano troppi pensieri personali ed invece dopo la preparazione siamo diventati più squadra e ci siamo uniti maggiormente.

Con quale entusiasmo eravate partiti?

Appena è finito il fascia B avevo già tanta voglia di iniziare la preparazione e di iniziare il prima possibile il campionato che è una esperienza che fa crescere tantissimo sia dal punto di vista calcistico che dal punto di vista umano.

Quest’anno hai grandi responsabilità,ti piace?

Il fatto di avere responsabilità mi rende orgoglioso perché la grande fiducia che mi danno i miei compagni dimostra che credono nelle mie capacità

Perché lo scorso anno non eri così importante?

Non ero importante perché nel girone di andato ero oscurato dalla presenza di Di Maggio che  mi sovrastava in tutto ed anche perché,essendo un ’97,mi era difficile confrontarmi con quelli più grandi di me.

Cosa è per te il gol?

Il gol per me è una esplosione di gioia ed è il mio impeto che viene ripagato della fatica che compie la squadra per realizzare la rete.

Credi che un attaccante si giudichi dai gol che fa?

Direi di no;non credo ciò perché molti attaccanti hanno altre doti come l’aiutare la squadra,giocare di sponda;essere attaccante vuol dire avere più mansioni;non solo realizzare gol.

Cosa è stato per te indossare la fascia di capitano?

Essere il capitano è stato per me un riconoscimento da parte dei mister per le ottime prestazioni che avevo fornito alla squadra;essere il capitano vuol dire esser stato il trascinatore per i miei compagni quando le cose non andavano per il verso giusto.

Chi credi sia il più adatto ad indossare la fascia?

Credo che la fascia la debba indossare chi veramente la merita;il capitano deve dare il 101% in allenamento come la domenica;per me chi fa questo è giusto che sia il capitano.

Chi sono i compagni con cui hai più legato?

All’interno della squadra ho legato tanto con tutti;con qualcuno sono anche amico al di fuori del calcio come Giovanni Cristofaro per esempio con cui dividiamo diverse passioni.

Qual è il tuo obiettivo personale?

Il mio obbiettivo è dare il massimo fino alla fine e non pormi dei limiti a livello di classifica ed a livello di marcature.

 

In che posizione finirà il Sant’Onofrio questo campionato?

Se davvero ci crediamo possiamo chiudere al sesto posto;ma bisogna che tutti diano tutto ciò che hanno per raggiungere questo traguardo.

Quali sono state le maggiori difficoltà finora?

Penso che le difficoltà che abbiamo avuto durante queste domeniche siano da imputare agli allenamenti che prendiamo a volte sotto gamba,durante i quali non ci concentriamo a dovere e che  capita ci siano litigi ed incomprensioni nel gruppo che non sempre si chiariscono.

Quali sono stati,per ora,gli avversari più temibili?

Credo nessuno perché più o meno,a livello di gioco,siamo tutti alla pari;siamo tutti coetanei quindi non avrebbe senso aver paura di qualche squadra in particolare.

Chi merita di vincere il campionato?

Per me dovrebbe vincere la Juventus San Michele;non solo per le doti tecniche che hanno ma anche a livello umanistico sono da sempre una società che rispetta e viene rispettata da chiunque.

Quali sono i tuoi maggiori difetti?

Sono molto irascibile,mi innervosisco facilmente e senza dubbio sono troppo istintivo sotto porta e non sempre ho la freddezza di gestire le situazioni o occasioni da gol che mi capitano.

Quali i tuoi pregi?

Non credo spetti a me dire quali siano,non sono molto bravo a valutare me stesso.

Quale,fino adesso,è stato il tuo gol più bello?

I gol che mi sono piaciuti sono stati molti ma ricordo con piacere il gol alla Gioventù Calcio Foggia quando ho realizzato il gol dello 0-4 dopo una splendida azione.

Chi sono le persone che ti hanno fatto più crescere?

A livello calcistico sono stati fondamentali tutti i mister che ho avuto perché è grazie a loro che sono quello di oggi;a livello umanistico ringrazio la mia famiglia;i miei compagni ed ovviamente i miei mister.

Cosa è per il calcio?

Il calcio per me è vita;se dovessi scegliere tra il calcio e qualsiasi altra cosa mi proporrebbero non avrei esitazioni nel scegliere questo sport che mi appaga e mi rende felice come nessun’altra cosa al mondo.

 

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