HO VISTO MARADONA

 


Indossare la maglia numero 10 è una questione di identità. Chiunque indossi quella maglia dovrà confrontarsi con il mondo intero, e l’unico modo per uscirne con le gambe intatte è inventarsi un modo geniale, di essere numero 10.

 

Una volta indossata la maglia numero 10 non si può continuare a vagare per il campo come un numero qualsiasi. Hai occhi puntati addosso, attenzioni, fiato sul collo, bisbigli nei timpani, aspettative; un’eredità schiacciante ti perseguita a ogni passaggio.

 

Quel numero è come un indumento che non viene lavato da anni: cammina per conto suo. Tu devi riempirlo. Tutto questo ad un patto: a patto di essere IL NUMERO 10.

 

Puoi indossare la maglia numero 10, impossessarti del numero 10, sempre a patto che tu sia già un numero 10.

 

Non puoi intuirlo, impararlo, capirlo, meritarlo. Devi esserlo.

 

Su questo numero bisogna compiere un lavoro arduo e raffinato. Comandarlo con il tuo stile e abbandonarsi a esso. Versare dentro di lui i tuoi sapori e le tue intemperanze e allo stesso tempo condurlo. Accettarlo e farti accettare. Altrimenti continua per la sua strada, attende il prossimo e via.

 

Chi si avvicina al calcio sin da bambino spera di portarla sulle spalle. La maglia numero 10 è la più contesa, la più desiderata. Il perchè è facile da intuire: sin dalla nascita del gioco del calcio, il 10 è sempre stato affidato al giocatore con più classe, il campione in grado di cambiare da solo, le sorti della partita.


Tanti visti con quel numero sulle spalle, tanti anche quelli di cui ricorderemo le gesta, uno solo è STORIA.


Il numero 10 in assoluto. Maradona, l’insuperabile.


Il numero 10 per eccellenza ed eccedenza. Esempio del genio e della vittoria. L’eccesso trionfante. Dilagante. Il cuore di una città e di una nazione. Diventa mito, diventa napoletano, più acclamato di San Gennaro.


Impertinente all’infinito, ogni gesto lo rappresenta e rappresenta il numero 10. I suoi ripetuti dribbling con la suola della scarpa, con la punta del piede, a centrocampo, al limite dell’area… sono una carezza. I triangoli chiamati, i lanci e i colpi di tacco, sottilissime genialità. Prolifico e determinante, bandiera indiscussa, genio compreso e conclamato.


I suoi assist sono gesti di una sfrontatezza inaudita, verso avversari, compagni e destino. Agli avversari mostra la propria superiorità, ai compagni rammenta l’impossibilità di rubargli il palcoscenico, al destino lancia una sfida, dimostrando che può fare di tutto, ma proprio tutto: anche essere il MIGLIOR CALCIATORE DI TUTTI I TEMPI.


AD10S Diego Armando Maradona


Ufficio Stampa 

ASD SANT'ONOFRIO CALCIO

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